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giovedì 8 febbraio 2018

Due anni dopo

In un pomeriggio d'inverno passato forzatamente sul divano dopo un intervento di ernia inguinale, che mi sta rendendo l'invalida di casa servita e riverita dalla povera Sara (finchè non si stancherà), mi ricordo di avere l'ennesimo blog aperto l'ennesimo giorno X di qualche anno fa .
Sono curiosa di vedere a quando risale l'ultimo post: sta per compiere due anni.
Due anni, tempo di qualche bilancio.
Vediamo un po' di fare un piccolo riassunto, più per avere un mio promemoria che per l'illusione che a qualcuno freghi qualcosa, giustamente direi. Provo a fare un percorso a ritroso.
Un mese fa ho compiuto 38 anni. Non mi sconvolgono i compleanni, fin'ora andare avanti non mi ha entusiasmata ma nemmeno atterrita e questo non ha fatto differenza, perciò argomento chiuso. Meritano una menzione speciale le mille attenzioni di Sara, che è il motivo per cui aspetto con gioia e curiosità che venga il fatidico giorno, perchè sa ricreare  un'atmosfera di "regina per un giorno" com'è quando si è piccoli. Anche quest'anno non si è smentita, ecco cosa mi ha regalato: mattina sveglia prestissimo, appena il tempo di prendere un caffè e vestirci, mi fa salire in macchina e mi ordina di chiudere gli occhi fino a destinazione. Dopo una decina di minuti d'auto parcheggiamo e mi consegna una busta gialla. Al suo interno ci sono due biglietti AV andata e ritorno per Torino e lì capisco: MUSEO EGIZIO! 😃 Un luogo che desideravo visitare da trent'anni! Amore grazie! Devo avertene parlato a sufficienza per farti due palle così e mettere fine a questa tortura😁. Durante il viaggio su un comodissimo Italotreno, ricevo alcuni altri regalini tra cui:una mummia da scavare in un cubetto di gesso e diversi "buoni" da spendere durante la giornata, tra cui una colazione, un pranzetto, una torta di compleanno e altre cose che, amore perdonami, la mia terribile e provata memoria inizia ad offuscare.
Giornata meravigliosa, Torino una città stupenda che torneremo sicuramente a visitare, museo fantastico, una meta imperdibile! Al ritorno a casa, mi aspettava una cenetta preparata da Sara che, si sa, è una vera master chef, anche se vuole tenere questa dote più celata possibile al grande pubblico,  le dico sempre che potremmo viverci😉, ma ancora teme le luci della ribalta😜; per finire poi una Sacher e l'ultimo dei regali Il Silmarillion di Tolkien in una bellissima versione rilegata e con disegni a colori. Che regali pallosi, penserà qualcuno... beh non per me😍! Qualche anno fa avrei festeggiato solo al Cocoricò, adesso No place like home....e meno male direi, o probabilmente adesso avrei qualche difficoltà a coniugare persino il verbo essere.
Due mesi fa mi sono laureata. Avventura finita, soddisfazione personale grandissima, utilità pratica lo vedremo nel prossimo futuro; sicuramente avere già un lavoro fisso mi avvantaggia rispetto a molti ragazzi del mio corso che tenteranno ora di entrare nella jungla tutta italiana del lavoro.
Vorrei provare a fare qualche concorso cui prima non potevo partecipare, non mi faccio illusioni e non ho nemmeno l'ansia di dover vincere, tutto sommato sto bene e la laurea è stata soprattutto la realizzazione di un desiderio personale covato e rimandato per anni. Perciò posso dire che a questo progetto assegno già un bel segno + .
Nove mesi fa  ci lasciava il nostro piccolo angelo: Agata. Il 19 maggio, dopo una notte d'inferno, e due mesi in cui niente lasciava presagire una fine così rapida e in un modo così brutto, la nostra dolce piccina moriva a soli 13 anni appena compiuti.
La scomparsa di Agata ci ha lasciate nella disperazione e nell'incredulità totale, è ancora difficile pensarci e sicuramente l'aiuto più grande ce l'ha dato la nostra Amandina, che coi suoi 15 anni (il prossimo 28 marzo) e i suoi sempre più numerosi acciacchi, è ufficialmente il cane più anziano che abbia mai vissuto nelle nostre famiglie
Amanda e Agata

Io e Agata al pc
Agata, finto angioletto😇

La vicenda di Agata ha ovviamente catalizzato la maggiorparte delle nostre risorse cognitive, affettive, attentive e un sacco di altre ive che adesso non sto qui ad enumerare, ma abbiamo potuto passare dei bellissimi momenti nei mesi successivi pur intervallati da momenti di grande sconforto che, sarà una banalità sentita mille volte, solo chi condivide il cuore con un amico a quattro zampe può capire. E non vado oltre perchè questa non è campagna elettorale e non voglio convincere nessuno, ma solo raccontare la nostra vicenda.
Al mio solito non ho già più costanza di mantenere l'impronta iniziale data a questo resoconto, ma ho voglia di alzarmi da questo divano e fare quattro passi attorno al tavolo della cucina perciò brevemente snocciolerò altre due cose importantissime capitate quest'anno appena trascorso, di cui magari racconterò un'altra volta: io e Sara abbiamo festeggiato 9 anni insieme, senza che nessuna delle due fosse sotto minaccia armata😅 e recentemente ho assistito al mio secondo concerto dei QUEEN (ma Freddie Mercury non era morto? SI😫) ed al mio terzo concerto col Doc Brian May in splendida forma, esperienze MEMORABILI😍.

Buona serata💙💚💛💜💗






giovedì 11 febbraio 2016

In attesa di ...

                                                                                                                                                10.02.2016

Pomeriggio assolato d'inverno, quelli che preferisco, quelli con l'aria che punge e il cielo terso, quelli che durano poco ma che ricordo bene, che assaporo in ogni particolare, che amo nel ghiaccio che avvolge l'erba rimasta all'ombra e scricchiola sotto le scarpe, qui nella campagna dietro casa.

Pomeriggio assolato d'inverno, oggi ti sento alle spalle, che ti volto con rammarico mentre siedo sul divano col pc sulle ginocchia, mentre mi chiedo quali parole gentili useranno oggi per parlare di noi, per decidere dell'esistenza della nostra dignità; mi chiedo se queste parole varranno la preziosità del sole che dà vita, e, se di vita parleranno, mi chiedo se la sviliranno con orrendi paragoni, riempiendo l'aria di oscenità, senza rimorso in quelle coscienze fuligginose di marciume e pochezza, così grate di poter lottare per togliere, anziché dare.

Siedo sul divano in una casa come tante, sento il placido russare delle nostre cagnoline vicino al termosifone e le amo come si ama col cuore, forse le amo come si ama un figlio, non saprei dire visto che figli ancora non ne ho.

E' trascorsa metà di una giornata come tante: sveglia alle 05.45, il fruscio delle lenzuola, un bacio delicato a chi ha ancora un'ora di sogni da spendere, colazione, abbracci e code che battono gioiose sul lettino, turno del mattino, lavoro, colleghi, risate e malumori,di nuovo a casa, fuori coi cani, una corsa lavacoscienza, pranzetto senza pretese, lavatrice, stendere il bucato e accendo il pc su Senato.it.

Attesa.

Mi guardo intorno e cerco segni di anormalità.
Chiamo mamma e papà, ricordo loro che la seduta inizia tra poco.
La guarderà lui, è in pensione, stasera a cena gliela riassumerà.

Mio papà ha sempre amato la politica. Andavamo alle manifestazioni. Avevo 8 anni quando mi raccontava dell'ozono e immaginavo questa nuvola ferita sulla nostra casa.

Ha sempre amato lottare per le ingiustizie. E' il mio eroe. Mi piacerebbe essere un genitore così. Un genitore libero. Un genitore presente. Un genitore che mi ha guidata, senza intromettersi, che mi ha salvata, lasciandomi sbagliare, che mi ha amata, senza obbligarmi a ricambiare.

E lo amo tanto il mio papà. Chissà se voi, che vi riempite la bocca di famiglia e natura, avete avuto la fortuna di essere amati così, e di aver saputo amare a vostra volta.

Oggi, comunque, parlerete di amore giusto e sbagliato, di natura e innatura, di pulito e sporco.

La mia casa è pulita, la mia fedina è pulita, i miei cassetti sono in ordine, la mia vita è ordinaria, amo la persona con cui sto dividendo la vita da 7 anni, se un giorno non la amerò più, non andrò a cercare sesso a pagamento, non nasconderò né reprimerò le mie angosce, la lascerò libera di essere libera, la rispetterò, perché mi hanno cresciuta insegnandomi che nascondere è sbagliato, che mentire è sciocco e inutile, che a testa alta col sole sul viso si cammina meglio e nel buio delle fogne l'aria è malsana.

Non voglio una medaglia, non merita medaglie chi si comporta onestamente, smettiamola di premiare un comportamento assolutamente normale, smettiamola una buona volta di investire di eccezionalità e sorpresa qualcosa che è così facile fare; non stiamo parlando di massimi sistemi, non stiamo parlando di cure che debellano malattie mortali, stiamo parlando di avere una faccia sola, di saper guardare negli occhi le persone senza imbarazzo, senza vergognarsi di essere se stessi, senza sentirsi sbagliati al punto da strisciare all'ombra della vita come serpenti.

Spero ci sia onestà nei cuori di chi si troverà a decidere della vita di così tante persone.

Null'altro.
 
 



martedì 4 agosto 2015

Turno di notte

Eccolo qua, lo sproloquio del turno di notte, quando nel casino silenzioso della mente si accavallano pensieri e stanchezza, ansie e nervosismo, paura e insoddisfazione latente.
Non ci si dovrebbe mai lamentare di questo o di quello, ma solo prendere esempio da chi stoicamente sopporta le peggiori angherie che la Vita sa offrire.
Ma siamo onesti... Con tutta la buona volontà, è difficile non focalizzarsi sulla propria vita, pur sentendoci stronzi e ipocriti, a volte non riesci a vedere davvero niente se non il tuo cerchio e quello che c'é dentro, soprattutto quando di cose da sistemare la società ne impone tante.
Il turno di notte di un lavoro che detesto al 99% , è il momento in cui, tutto si ingrandisce e cambia peso e, il più delle volte, aumenta anziché alleggerire.
Lo stipendio di questi tempi è una benedizione, ma quando, a tre settimane dal suo arrivo, fai due conti e sai di averlo già speso, ti girano veramente le palle. Ma mai abbastanza per mollare tutto e cercare di vivere diversamente altrove. Mi sento veramente una codarda.
Vuol dire che tutto sommato sto bene dove sto? Forse si. Tante cose mi rendono felice, sono sicuramente una privilegiata nella scala della qualita di vita mondiale, ma è cosi deplorevole sognare qualcosa di diverso?
È cosi meschino immaginarmi in un altro impiego, in un ambiente piu disteso, con mansioni piu consone alle mie attitudini e capacita, piu vicino alle mie passioni, o bisogna sempre e solo essere grati di avere un lavoro basta che sia, chinare la testa e stare zitti e godersi la tre stanze che stai abitando, poter pagare le bollette e fare la spesa?
Sono cose importanti, lo so e sono grata di farcela materialmente, quando torno a casa mi sento una regina, quando vedo il mio amore e le nostre cagnoline tocco il cielo con un dito,ma la pressione è tanta e ci sono giorni in cui non mi faccio paura, in cui mi trasformo in qualcuno che vorrei non esistesse.
Anche questo è importante. Se avessi un figlio, lo vorrei prima di tutto sereno.

Chissà se questo mondo è destinato a dimenticare la gioia?!


martedì 4 marzo 2014

Libri, cani e aquiloni

Libri, cani e aquiloni.
Tre delle passioni che accompagnano i miei giorni, assieme alla mia ragazza, ai tatuaggi, al profumo dell'aria fresca, al suono delle risate e al bel silenzio di certi momenti.
Libri, cani e aquiloni, tre punti fermi, tre certezze, tre ancore di salvezza quando il pensiero va distolto dai punti morti che rischiano di farti impazzire.
Libri, cani e aquiloni, tre momenti di amore ed evasione. Di quell'evasione pulita, che non ti fa perdere il controllo e non ti riempie di rughe; tre momenti belli, che rimettono in moto l'amore anche nel resto degli ingranaggi inceppati.
Libri, cani e aquiloni.
Oggi piove, ma una bella passeggiata nei campi, noi la facciamo lo stesso.
Si può leggere più tardi.